Il Paese e la sua Storia

    

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

   

   

   
   
  

Il Comune di Pasian di Prato si trova al centro della pianura friulana, in provincia di Udine,  ed è collocato geograficamente tra il 46° 02' 35" e i 46° 15' 10" di latitudine a nord dell'equatore e fra gli 0° 39' 03" e gli 0° 45' e 05" di longitudine a Est del meridiano di Roma.
Il territorio comunale occupa una superficie pari a 15,3 Kmq e comprende le frazioni di Pasian di Prato, Colloredo di Prato e Passons e le località di Santa Caterina e Bonavilla.

FRAZIONI E LOCALITA:              Pasian di Prato              Colloredo di Prato              Passons              Santa Caterina            Bonavilla

     

PASIAN DI PRATO

Il toponimo Pasiano è di antica origine e, secondo la concorde interpretazione di diversi studiosi, è riconducibile al nome proprio latino Pacilius. Naturalmente non sappiamo chi sia questo Pacilio, anche se si è ipotizzato che potrebbe trattarsi  di un colono romano che, essendo diventato proprietario in loco di alcune terre, decise di stabilirvi la sua dimora dando origine all'abitato del capoluogo. 

Per quanto riguarda le effettive origini di Pasian di Prato si può far riferimento ad alcuni ritrovamenti archeologici, uno dei quali in località Muris, tra il capoluogo e Colloredo, dove nel 1985 sono affiorate alcune macerie romane; sulla sponda destra del Cormôr, non lontano dalla Chiesa di Santa Caterina, nel 1907, furono rinvenuti resti funerari in vasi in terracotta.

Tornando al toponimo "Pasiano", esso compare per la prima volta nel Kodex Suppl. 72, conservato presso l'Archivio di Stato di Vienna. E' un documento redatto nel periodo compreso tra il 1076 e il 1084, nel quale si fa riferimento alla donazione da parte del conte goriziano Marquardo di Eppenstein, di alcuni beni in Pasiano: "Anno domini millesimo decimo nono comes Marquardus pater Ulrici patriarche et Henrici comitis dederunt bona in Paseliano...."; la traduzione: "Nell'anno 1019 il conte Marquardo, padre del Patriarca Ulrico e del Conte Enrico, donò beni a Pasiano".
Interessante è anche la citazione, risalente al 10 luglio 1230 di un certo Daniel Saltary de Pasilian tra i testimoni di un processo tenuto nell'Abbazia di Sesto al Reghena.
Altre citazioni di Pasian di Prato sono state rinvenute in diversi documenti successivi  raccolti nel Thesaurus Ecclesia Aquileiensis e, a partire dal XIV secolo il nome appare nei documenti con sempre maggior frequenza.

Durante il Medio Evo la comunità di Pasiano fu sottoposta all'amministrazione civile dell'Abbazia di Rosazzo. Verso il 1420 il Friuli entrò a far parte della Serenissima Repubblica di Venezia e ne seguì le sorti anche in campo bellico. Proprio in occasione della guerra dalla Serenissima contro l'Austria si ha notizia di un soldato originario del capoluogo: le cronache infatti citano il nome di "Bertossius filius Michaelis, Decani de Pasigliano Prato" che fu fatto progioniero il 1° agosto 1509 nel corso di un combattimento presso Remanzacco; per il suo riscatto furono chiesti 400 ducati , una somma considerevole per l'epoca e dovuta al fatto che questo "decano" di Pasian di Prato doveva essere alquanto facoltoso.

Dalla metà del secolo XVI Pasian di Prato, istituì una vera e propria comunità rurale ed amministrativa, la Vicinia o assemblea dei Capifamiglia, che ogni due anni eleggeva un Decano; dalla definizione di tale autorità deriva il cognome oggi più diffuso nel comune: Degano.
Questa forma amministrativa, che faceva capo direttamente al Luogotenente Veneto con sede a Udine, proseguì fino al 1797, anno in cui l'esercito napoleonico sconfisse il dominio della Serenissima; dopo un breve periodo di dominazione francese, con il Trattato di Campoformido, anche Pasian di Prato entrò nel dominio dell'Impero Austriaco fino al plebiscito del 21 e 22 ottobre 1866 che sancì il definitivo passaggio al Regno d'Italia.

Vedi anche: Cenni storici sull'istituzione comunale e sulla sede municipale di Pasian di Prato
   


COLLOREDO DI PRATO

La menzione del toponimo "Colloreto de Prato", compare  per la prima volta, nella sua forma completa, in un documento del 1350. In realtà la definizione Colloredo appare già in alcuni atti del XII secolo; tuttavia non è certo che tali citazioni possano riferirsi al borgo facente ora parte del nostro comune, a causa dell'omonimia con altre località del Friuli quali Colloredo di Monte Albano. 
Certa invece è l'interpretazione della voce Colloredo, che deriva dal termine latino medioevale Corylus, cioè nocciolo, con probabile riferimento alla presenza di numerosi esemplari di queste piante nella zona in cui si insediarono i primi abitanti.
Molto limitate sono le notizie di ritrovamenti archeologici nel territorio di Colloredo di Prato ma è comunque certo che la zona era abitata già al tempo dei Romani.

   



PASSONS

Le origini di Passons sono certamente antichissime e risalgono probabilmente ai primi secoli dopo Cristo. Diversi ritrovamenti archeologici si verificarono nel corso dell'Ottocento, e particolarmente interessante fu il ritrovamento, il 31 gennaio 1885, di 12 scheletri sulle rive del Cormôr; ognuno degli scheletri aveva al fianco un pugnale. Secondo gli studiosi non si trattava tuttavia di sepolture romane bensì di epoca barbarica.

La prima traccia documentaria del toponimo Passons è invece del 9 dicembre 1244. Si tratta del verbale di un sopralluogo, effettuato per ordine del Capitolo di Aquieia, nei campi ubicati tra Colugna e il Cormôr, con l'intento di verificare la consistenza dei beni di proprietà dello stesso Capitolo. 

Tra i presenti al sopralluogo compare un certo Adalprettus de Passono, nel quale va riconosciuto il primo paesano del quale si abbia certa testimonianza.
Il documento è riprodotto qui accanto.

Le circostanze della nascita del paese sono comunque affidate ad una leggenda molto conosciuta. Sembra che in epoca antichissima tre fratelli dediti alla pastorizia, abbandonarono il loro paese del basso Friuli, per andare in cerca di fortuna. Giunti nei pressi di Udine, attirati dalla bellezza del paesaggio allora incontaminato, decisero di stabilirvisi. Il primo si insediò a Passons, il secondo ai Rizzi, il terzo a Bonavilla.

Per quanto riguarda il significato del nome Passons, i principali studiosi si trovano concordi nel farlo risalire alla voce latina Pastio-onis, che in italiano equivale a "pascolo", con evidente riferimento alle caratteristiche del suolo. Lo studioso Sguerzi fa notare in proposito che nella lingua friulana sopravvive il detto: "Lâ a passòn", cioè "andare al pascolo", pertanto l'espressione "passons", con la desinenza in 's'  fa riferimento alla forma plurale della parola e, pertanto, Passons corrisponde a "pascoli".


SANTA CATERINA

La prima menzione del toponimo di Santa Caterina risale al 1367 in una deliberazione del Comune di Udine che autorizzava la liquidazione delle spese sostenute da Dictalmo degli Andreotti e dal notaio Ermanno per un viaggio ad Aquileia in qualità di ambasciatori della città incaricati di chiedere al Patriarca Marquardo di Randeck il permesso per l'istituzione di un mercato. In un primo tempo la risposta del presule fu negativa, ma successivamente - avendo ricevuto il fedele appoggio degli udinesi nella guerra contro Venezia - egli tornò sulla sua decisione firmando il 4 novembre 1380 il decreto di concessione di un libero mercato, esente da qualsiasi imposta, della durata di cinque giorni consecutivi, dal 23 al 27 novembre di ogni anno.
L'apertura del mercato veniva dichiarata dal pubblico banditore ed  era ufficiale solo quando lo stendardo del Comune di Udine giungeva sul prato e veniva innalzato sul pennone. Durante la fiera i commerci in città erano sospesi fino alla sera del 27, quando la bandiera veniva deposta e i banchi dovevano essere immediatamente smontati.
I prati di Santa Caterina ospitarono la  fiera e ne videro il grande sviluppo fino al 1405, quando ragioni di opportunità consigliarono di spostarla all'interno delle mura cittadine. Da allora, il mercato si svolse nel capoluogo, nell'attuale Piazza Primo Maggio che ancor oggi è la sede di una delle feste tradizionali più amate dai friulani.



BONAVILLA

La storia del nucleo abitato Bonavilla, interessante borgo rurale in mezzo alla campagna tra Passons e Colloredo, è legato a due leggende antiche. 
Alla prima, relativa alla sua fondazione, abbiamo già fatto cenno nelle note storiche su Passons; l'origine del paesino sarebbero dunque legate - secondo la tradizione - all'arrivo nelle nostre campagne di tre fratelli, dei quali il più giovane si fermò nel luogo dell'attuale borgo, che in un primo tempo era conosciuto con il nome di Cjasemate.

Fu proprio questo pastore a mettere a dimora un castagno divenuto in seguito gigantesco, con una circonferenza così ampia che - si diceva - per abbracciarla, ci volevano sette uomini. La pianta, come risulta da questa fotografia, è esistita realmente ed aveva assunto un grande valore simbolico tanto da essere poi rappresentata nello Stemma ufficiale del Comune; ai piedi del castagno, nella originaria rappresentazione dello stemma erano raffigurate due pecore che brucavano l'erba, oggi sostituite da tre rose simboleggianti le tre frazioni del Comune.  
Un'altra leggenda interessante è legata alla vicenda storica dell'assassinio del Patriarca Bertrando di San Genesio
Di fatto il 6 giugno 1350 il saggio Bertrando, all'età di novanta e più anni, stava rientrando con il suo seguito da Sacile, dopo essersi recato a Padova, quando venne assalito di sorpresa e ucciso con cinque coltellate dai soldati dei congiurati sul guado del Tagliamento, a San Giorgio della Richinvelda. Subito dopo venne portato a Udine su un carro di legno tirato da vacche e accompagnato da due prostitute in segno di disprezzo per il corpo di Bertrando; pare che il Patriarca, ormai senza vita, sia passato proprio per la località di Bonavilla. In questo luogo, per ricordare il passaggio del prelato, è stato costruito un piccolo monumento commemorativo.

   Scarica il file pdf relativo all'opuscolo informativo sul restauro del cippo del Beato Bertrando
   
 


bibliografia: Franco Sguerzi: Pasian di Prato e Santa Caterina (1996), Passons (1987), Colloredo di Prato (1990)
volumi editi dal Comune di Pasian di Prato

        

 
  

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